Let’s see how it goes…

MARATHON 2015
25) 29.11.2015 – XXXII FIRENZE MARATHON – 4h46’51”

24) 11.10.2015 – XXXIX CHICAGO MARATHON – 3h23’09”
Eggià: ho dovuto davvero stringere i denti per non perdermi; soprattutto di testa, perché ormai le gambe non andavano più. Stavolta c’è stata anche una lunga sosta ai box, cosa che non facevo da tantissimo tempo, e anche questo – alla fine, seppur in minima parte, – ha appesantito il tempo finale.
Comunque, ero molto soddisfatto per il season best 2015. Ripeto: 3h23’09”.

23) 30.05.2015 – XXXVII STOCKHOLM MARATHON – 3h24’49”

22) 03.05.2015 – XXI PRAGUE MARATHON – 3h24’03”

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La gàbola

Qualcosa non mi tornava nei rilevamenti cronometrici della 17^ edizione de La Corsa di Miguel disputata lo scorso 31.01.
Il record su strada, ricordiamolo, è di 26’44” sui 10.000 metri. La società di cronometraggio sosteneva che il vincitore avesse percorso 9.300 metri in 24’13”. Possibile, mi sono detto, che questi sia andato per 9,3 km a 2.36 min/km?
Voleva significare che se avesse percorso altri 700 metri per arrivare al traguardo dei 10 km, alla stessa velocità media sin lì mantenuta, avrebbe impiegato altri 109″ ovverosia avrebbe terminato la gara in 26’02”.
Evidentemente impossibile. Sarebbe stato record del mondo.
Un’autentica gàbola.

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Campioni di niente

17) Campioni senza valore (Alessandro Donati, 1989, 199 p.): Si potrebbero consumare km di inchiostro commentando questo libro che, dopo essere stato pubblicato, nel 1989, fu fatto sparire dalla circolazione, praticamente introvabile (qui, una sua versione scansionata), a causa di quanto veniva reso pubblico e messo in luce dalle denunce insistenti mosse dal Prof. Alessandro Donati, sulle innumerevoli magagne e scorrettezze nostrane vissute nel mondo dell’atletica. Abbiamo avuto per un lungo periodo, durante gli anni ’80, ai vertici nazionali sportivi, una banda di sconsiderati, disonesti, avidi e spericolati dirigenti che con la connivenza di medici senza scrupoli, compiacenti, egocentrici e cialtroni, hanno dato vita ad uno dei più pericolosi bluff della nostra storia sportiva, fatto di doping (di stato) e finanche di gare truccate (vedasi, a tal proposito, l’infinita figura fatta durante la gara del salto in lungo ai Campionati del Mondo di Atletica del 1987, a Roma, dalla performance con gàbola del connazionale Evangelisti) al solo grido di: “al pubblico interessano le medaglie”. E’ davvero imbarazzante aver sostenuto e idolatrato persone (non posso chiamarli atleti e non faccio i loro nomi per amor di patria) che gareggiavano con un ricco carico speciale, in corpo, di milioni di globuli rossi in più, tramite la pratica della emotrasfusione. Basta. Davvero. E’ (stato) solo un bello schifo. Voto 10.

18) Lo sport del doping (Alessandro Donati, 2012, 312 p.): Avere a che fare col clan nebioliano, non è stato semplice, ma questo testo-denuncia fa capire, ancora una volta, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che tipo di gestione del mondo dell’atletica abbiamo avuto nel nostro paese. Baste leggere queste aberranti parole per rendersene un poco conto in che mani stavamo: “il nostro è come un grande circo nel quale si rischia, tirando il tendone da una parte o dall’altra, che si richiuda su tutti noi.[…] mi trovavo di fronte a delle saponette da vendere e dovevo fare in modo da venderne sempre di più e a un miglior prezzo”. (P. Nebiolo).

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Parco Güell

Non poteva che iniziare così, l’anno 2015. E ci speravo, solo questo. In fondo, si sa, la gara master è sempre dura da affrontare.
Ma andiamo con ordine.

MARATHON 2015
20) 15.03.2015 – XXXVII ZURICH MARATO BARCELONA – 3h23’51”
Barcellona è una città fantastica: arrivo sotto la pioggia, al sabato. Le previsioni, però, parlavano di bel tempo, almeno per la giornata successiva. Era ciò che contava. Mi sentivo carico, ma non volevo illudermi. Parto troppo spedito per mantenere un ritmo così alto (4’38″/km) per i miei allenamenti (4’50″/km) ed infatti rallento ed arretro. La vista del Camp Nou mi dà la giusta carica iniziale: al passaggio della mezza (1h39’43”) le forze ci sono ancora, per continuare sul ritmo gara. Non perdo terreno, anche se un leggero rallentamento inizio a percepirlo. Al 40° km, sotto la statua di Cristoforo Colombo e in procinto di percorrere gli ultimi 2 km in salita, vedo l’ammiraglio venirmi incontro e domandarmi se preferisco salpare con lui in direzione delle americhe. Che fatica! mi supera un centinaio di altri atleti ma alla fine chiudo in un incoraggiante 3h23’51”.

21) 22.03.2015 – XXI MARATONA DI ROMA – 3h33’57”
Roma, la si fa. La si corre ogni anno. Anche se 7 giorni prima si è stati già impegnati in un’altra identica gara. E questa verrà menzionata per 3 eventi: la pioggi infinita, dal primo all’ultimo km; la meravigliosa medaglia raggiunta all’arrivo; il sorprendente negative split, mai pensato di fare prima.
1h47’25” nella prima parte; 1h46’32” nella seconda.

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Il ritorno di Makau

L’avevo dato per spacciato, parlando di lui come un ex maratoneta, ed invece l’ex primatista del mondo, il keniano Patrick Makau Musyoki, vince in scioltezza la 68esima Fukuoka Marathon 2014, in 2h08’22” con una gara attenta, in copertura, e senza grossi strappi: la zampata vincente è messa a segno al 38° km, staccando tutti i diretti inseguitori senza affanno alcuno. Certo, grossi avversari non ne aveva, ma riprendere a vincere gli fa bene e serve per ritornare con i più grandi già dal nuovo anno.

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I TCS NYCM

E siamo a domenica. Per la precisione, la prima domenica del mese di Novembre. E quando arriva questa domenica qui, ci si trasferisce, almeno con la mente, a NYC. Tra poche ore prenderà il via la prima edizione della New York City Marathon targata TCS. Cambio dello sponsor, cambio del tipo di pettorali, cambio dell’estetica della finish line.

– Gara Femminile
Il tifo, certo, è tutto per la Valeria nazionale: migliorare il 5° posto dello scorso anno (2h28’31”) è l’obiettivo minimo; giungesse ad un podio stellare, sarebbe un grandissimo risultato. Non deve commettere l’errore dell’anno passato quando fu troppo attendista senza riuscire a cogliere l’attimo giusto.
Il duello dovrebbe essere tra Mary Keitany e la due volte campionessa del mondo Edna Kiplagat. Punto sulla seconda, perché quanto visto nel 2011 quando la Keitany si classificò terza, sempre a New York, dopo aver guidato nella prima parte della gara a ritmi da record del mondo, prima di venire ripresa e superata nella parte finale dalle etiopi Frehiwot Dado e Bizunesh Deba, grida ancora vendetta e non mi lascia ben sperare per una gara intelligente, anche stavolta: perché è troppo nelle sue corde buttare al vento, per presunzione di forma, gare già vinte. La mia simpatia, invece, va per Deba: l’anno scorso osò troppo, come la Keitany, finendo alla fine al secondo posto, alle spalle di Prisca Jeptoo (non presente per infortunio), ma quest’anno non lo farà: se saprà stare al suo posto, nel gruppo, potrebbe anche vincere la gara della sua città.
Aggiornamento: è finita con un 8° posto, per Valeria, in 2h29’23”. Vince la Keitany con una gara intelligente (ed era ora) chiusa in 2h25’07”. Sempre coperta, per via del vento, attenta e cauta nei passaggi. Edna Kiplagat è implosa sul Queensboro Bridge chiudendo malamente in 2h36’23” mentre un plauso va al grandissimo debutto della portoghese Sara Moreina, terza classificata, col tempo di 2h26’04”.

– Gara Maschile
Hanno deciso di darsi battaglia Wilson Kipsang, ex primatista del mondo con 2:03’23” a Berlino nel 2013, vincitore dell’ultima maratona di Londra in 2:04’29” e Geoffrey Mutai, vincitore delle ultime edizioni della Maratona di New York nel 2011 e nel 2013, per migliorare il record stabilito (2:05’06”) nel 2011 dallo stesso Mutai. Temo che non ci riusciranno. Le condizioni meteo non ideali non consentiranno nessun exploit. Al via anche Lelisa Desisa (personale di 2:04’45”). E’ su quest’ultimo che ricade il mio pronostico. Menzione speciale, infine, per due nostri atleti: Danilo Goffi e Denis Curzi; a loro l’augurio di correre forte con la fiducia, per il campione MM40 uscente, di confermarsi grandemente.

Aggiornamento: la gara si spiega tutta nello sguardo malevolo inflitto dal vincitore, Kipsang, ad un coriaceo Desisa, il quale a 400 metri dall’arrivo ha osato sfidarlo nello sprint finale. Nulla da fare. E’ il più forte, Kipsang, al momento, e le strade della Grande Mela l’hanno confermato: chiaramente ha vinto lui. Il resto, a parte il secondo posto di Desisa, è stato uno spettacolo lento e faticoso, con un G. Mutai non pervenuto e mai in gara.

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La peggiore uscita di scena possibile

Ma come è possibile? Una notizia incredibile, che disintegra in un sol colpo i suoi grandi successi ottenuti, soprattutto le vittorie consecutive delle due ultime edizioni sia di Boston che di Chicago.
E adesso? Come è giusto che sia, si aspetteranno le controanalisi ma fin da subito tutti gli organi delle competizioni più prestigiose al mondo hanno già rappresentato ciò che faranno (1, 2, 3): sono prontissmi finanche a ritarle i $ 500.000 di premio conquistati per essersi aggiudicata il World Marathon Majors 2013-2014.

Che fine. Che tristezza.

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Last push 2014

Stanno per arrivare gli impegni autunnali. Non pochi.
Nel frattempo, un piccolo test su un percorso molto ondulato, per provare la tenuta delle gambe: la mia ventesima mezza maratona.

HALF MARATHON 2014
20) 28.09.2014 – XXXI TAPPINO – ALTILIA – 1h32’07”

Ma dal prossimo mese, i km da percorrere si fanno tanti:

MARATHON 2014
16) 12.10.2014 – XXVII MARATONA D’ITALIA – 3h33’34”
17) 16.11.2014 – XXVIII TURIN MARATHON – 3h28’37”
18) 30.11.2014 – XXXI FIRENZE MARATHON – 3h44’18”
19) 07.12.2014 – XVII MARATONA DI LATINA – 4h11’10”

Quella che segue, invece, la 42 km n°15 ancora la debbo digerire. Ci vorrà del tempo, è come aver tradito qualcuno: è stata la gara peggiore, dove ho sbagliato tutto ciò che potevo sbagliare e nonostante il percorso duro, non posso dire di averla affrontata con la migliore testa e con le più preparate gambe che una gara così difficile richiedeva di avere.

15) 21.04.2014 – CXVIII BOSTON MARATHON – 4h12’57”

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