Il cambio della veste

L’altro giorno mi trovavo alla stazione ferroviaria di Roma Termini. Dovendo aspettare circa un’ora prima di salire sul treno che mi avrebbe riportato a casa, nell’attesa, mi sono trattenuto nella libreria. Ho approfittato, in questo modo, per vedere da vicino e toccare con mano le novità editoriali del momento. In particolare, cercavo il nuovo libro di Ian Rankin, ma una volta entrato non ho ricordato più il titolo (comprendendo appieno, in quel momento, quanto sia sconveniente essere dipendente da internet, quando sei lì che non ricordi nulla e non puoi digitare al posto giusto la chiave di ricerca).

Dicevo, ero in libreria, cercavo un libro e non avevo nessuna voglia di chiedere aiuto per ricordarmi quello stupido titolo. Desideravo arrivarci da solo. Una volta raggiunto lo scaffale giusto, sono stato colto da distrazione: piuttosto che mettermi alla ricerca dell’ormai subdolo volume, sono stato attratto da un altro testo. Stesso autore ma quest’altro, in ordine di tempo, era precedente a quello che in realtà stavo cercando (e in più in versione economica). Il mio cervello, a quel punto, tant’era bella la copertina, ha smesso di funzionare e si è come inceppato, lasciando lavorare soltanto gli occhi, abbagliati da tutto quel bianco. Già, proprio così. Neppure le copie del nuovo volume (poi ritrovato) sono state in grado di ricondurmi sulla retta via.

Avevo deciso: volevo quel libro, quella copia, quella copertina bianca. Dopo un’accurata scelta della meno gualcita, l’ho presa, mi sono recato alla cassa, ho pagato ed ero felice, come non mai.

Una volta uscito da lì, però, ho sentito una strana aria intorno a me, non più briosa come pochi istanti prima. Con una fitta alla testa, come se la memoria, dopo un rapido viaggio non so dove, fosse tornata, rientrata in me, ho ricordato – pur tentando di far finta di niente – che io, quel libro, non solo l’avevo già comprato ma financo letto.

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9 pensieri riguardo “Il cambio della veste

  1. A me è capitato recentemente, e con un libro di psicologia!
    Non ricordavo di averlo già letto, me ne sono resa conto a metà libro che qualcosa mi suonava familiare, ma continuando a leggerlo mi ha comunque appassionata perchè non ricordavo per bene i suoi contenuti.
    Evidente caso di rimozione freudiana 😀

  2. >Patty ok, mi hai convinto. La prossima volta mi aggrego alla famigliola. 😉

    >chit meglio per te, è una brutta cosa, te lo assicuro; per i primi minuti non si riesce a riderne.

  3. >puntoeacapo sono molto contento delle buone nuove. Complimenti, ci vedremo senz’altro presto.

    >Mr. Cima leggo che sono in buona compagnia. Bene, bene. 🙂
    Epperò, debbo confessarti che quando mi sono accorto del doppione ci sono rimasto parecchio male.

    >Chiara davvero mai? Non sai che rabbia quando me ne sono accorto: adesso per punizione (mica tanto, poi) lo sto rileggendo. Meno male che i particolari della trama, al momento, li ricordo poco.

    >Patty non potevo mica disturbarti, erano le 7 del mattino quando sono arrivato alla stazione di Roma Termini. Ti prometto, però, che non appena sarò in zona in un orario più consono mi farò sicuramente sentire. E’ stato perdonato il nipotino? 🙂

  4. prima di tiro le orecchie perchè dato che avevi un’ora libera non sei passato dalla zia patty a prenderti un caffè, poi ti confesso che capita anche a me a volte!!!
    un po’ anche perchè molti libri che ho letto, li ho letti da ragazza e magari sono rimasti nella biblioteca a casa di mia madre, Altri semplicemente perchè non mi sono piaciuti e li ho rimossi.

  5. Beh, questo vuol dire che oh che sinora hai letto così tanti libri che può capitare di non ricordarsene uno in un momento di perdizione, oh che valeva comprarne un’altra copia con quella copertina, oh che nel mezzo del cammin della tua vita ti sei ritrovato in una selva oscura che la diritta via era smarrita…
    Ah io nel frattempo ho fatto l’ultimo esame e tieniti pronto per dopo Pasqua che si festeggia. Non ci credeva più nessuno forse neanche io.

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