Un voto perso

Mancano poco più di ventiquattr’ore alla fine di questa campagna elettorale per le amministrative, e credo che siano ancora troppe per il mio spirito di sopportazione. I candidati delle diverse liste, entrate in campo nel Comune dove vivo, continuano a proporsi per ricevere il mio voto.
Mi fermano per strada, mi raccontano programmi ed idee, mi invitano a convention, riunioni… in una parola: molestano. Epperò non ricordano, i tapini, – sebbene talvolta li ascolti e li provochi – che io, la residenza, ce l’ho in tutt’altra Regione. E allora aivoglia, miei cari aspiranti assessori, di chiedere e darvi da fare per procacciare il vostro voto quotidiano.
Quando, poi, confesso candidamente: mi spiace, non posso votarla perchè non sono iscritto nelle liste elettorali di questo Comune, mi imbatto sempre nella medesima scena: l’infinita voglia di mettermi le mani al collo per aver fatto perdere loro del tempo prezioso. Poveri illusi.

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9 pensieri riguardo “Un voto perso

  1. >Mr. Cima sono una chiavica, nevvero? 😀

    >Gabriele ormai si sprecano i commenti su come l’uomo, durante le campagne elettorali, riesce a trasformarsi in una fantastica latrina.

  2. Si, domenica sono stato a Sabaudia, dove a breve dovrebbero esserci le elezioni…Mi sono troppo divertito a vedere i manifesti elettorali. C’era un tizio bruttissimo che si chiamava Bellassai, un altro che come slogan aveva “Con noi, per voi”, che è lo stesso dei supermercati Emmepiù, e infine un vecchietto panciuto che prometteva “più sport per tutti”…essendo il primo ad averne bisogno 😀

  3. >Patty esattamente. 😀

    >kiara un tempo, nel furore adolescenziale e durante le prime strane letture, quella della Politica credevo che fosse un’arte interessante. Pensa te… 🙂

    >titty non sai quanto mi diverto! 😀

  4. bellissimo perà farli parlare e poi colpo basso dire mi spiace non ho la residenza qui che soddisfazione……che goduria….!!!!

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